Quesito 4 – La parola dei cittadini: Casa, Spazi per la cultura e l’aggregazione, Creazione di alternative alla monocultura turistica
L’ultimo quesito era una domanda aperta: un invito a segnalare altri temi ritenuti rilevanti. Dunque uno spazio teso alla raccolta di opinioni, esperienze e suggerimenti espressi liberamente, senza una griglia precostituita.
310 partecipanti hanno deciso di lasciarci una testimonianza scritta di loro pugno. Ne è emerso un affresco molto composito di analisi e proposte riguardanti la nostra città e la sua popolazione giovane.
D. “Se ci sono altri temi che ritieni fondamentali e che non trovi elencati sopra, indicali di seguito”
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Prima di entrare in un’analisi più dettagliata dei contributi, vediamo a quali macro-categorie tematiche possono essere ricondotte tutte le segnalazioni (tenendo conto che molte risposte includevano una molteplicità di temi e segnalazioni):
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Sviluppo della base economica cittadina |
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Sostegno al lavoro e all’occupazione |
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Carenze nei servizi e nella qualità di vita |
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Questione della Casa |
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Alto costo della vita |
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Legalità e cultura civica e imprenditoriale |
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Carenze nella cultura amministrativa |
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Tematiche ambientali |
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Sicurezza |
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Giudizi complessivi “fatalisti” |
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Separazione amministrativa |
Analizzando complessivamente i contributi, è stato possibile individuare 65 temi differenti. La “popolarità” di questi temi varia da un caso all’altro: alcuni temi ricorrono in decine di risposte, altri vengono nominati una sola volta.
Il grafico sottostante mostra i 5 temi che hanno ricevuto più menzioni. L’istogramma rosso indica quante volte è stata segnalata la tematica.

1. Mancanza di politiche per la casa e per il riequilibrio di un mercato immobiliare “drogato” dal turismo
2. Necessità di sviluppare alternative alla monocultura turistica
3. Mancanza di strutture aggregative e di un’adeguata offerta culturale, sportiva e ricreativa per giovani e famiglie residenti
4. “Overtourism” in Centro storico: Carenza generale di servizi (in primis negozi di prossimità) prodotta dalla vocazione turistica. In generale, scomodità e “impossibilità” della vita quotidiana (“assenza di normalità”) determinata da flussi turistici fuori scala
5. Carenza di servizi alle famiglie

Procediamo ora ad un’analisi più puntuale di tutte le segnalazioni pervenute.
A) Moltiplicare le opportunità di lavoro qualificato e riequilibrare la vocazione economica di Venezia
115 segnalazioni riguardano l’economia cittadina, e si distribuiscono tra proposte per il sostegno diretto al lavoro e proposte per sviluppare e qualificare la base economica di Venezia.
Benché fosse già oggetto di un quesito precedente, 12 rispondenti hanno voluto ribadire l’importanza centrale che riveste l’attuale carenza di opportunità di lavoro qualificato. In diversi casi queste segnalazioni sono state corredate da testimonianze personali (vissute in prima persona o dai figli) che raccontano l’impossibilità di mettere a frutto competenze e titoli di studio in città.
Se 45 rispondenti citano direttamente la necessità di sottrarre la città alla “monocultura turistica”, il monito a riequilibrare la base economica cittadina prende corpo anche negli inviti a investire maggiormente su commercio, artigianato, attività produttive, industria culturale, ricerca, economia portuale, fino alla riconversione delle aree industriali e allo sviluppo urbano di Mestre.

B) La carenza di offerta culturale e spazi di aggregazione. La “quotidianità negata” del Centro Storico. L’insufficiente sostegno alle famiglie
Ben 163 segnalazioni si soffermano su tematiche riguardanti i servizi e la qualità della vita. Com’era prevedibile, uno dei temi più citati è l’effetto negativo che l’overtourism produce sulla vita di chi risiede in Centro Storico. Tra i fenomeni più macroscopici vi è la scomparsa di esercizi commerciali essenziali per i residenti. Ma ottiene un numero di segnalazioni persino maggiore il tema dell’insufficiente offerta di servizi culturali, sportivi, ricreativi. È una critica che investe anche la Terraferma, ma la Città Storica in particolare viene raccontata come un luogo svuotato di spazi di aggregazione. Per i giovani “c’è solo l’alcool”, e non sembra andare meglio per le giovani famiglie (“Chi non vive una vita di partecipazione religiosa, non sa dove andare per incontrarsi, magari anche con i bambini. Non esiste un centro civico…”). Anche l’offerta culturale è percepita come povera e “ad uso e consumo dei turisti”.
Molto citato è anche il tema del sostegno alle famiglie, con riflessioni riguardanti la disponibilità di asili nido, la qualità dell’offerta scolastica, l’assenza di iniziative per sostenere la parentalità e il lavoro femminile.
Tra le difficoltà peculiari del Centro Storico, oltre all’overtourism, ritorna in 9 rispondenti il rammarico per il trasferimento in Terraferma di servizi, uffici, sedi istituzionali.
10 rispondenti ritengono che offrire posti auto comodi e a prezzo accessibile sarebbe una buona leva per attrarre i giovani in Città storica.

C) La questione della Casa
Altro tema molto sentito è quello della casa, soprattutto in Città storica. 52 segnalazioni citano specificatamente questo problema, e sono tanto più significative perchè il tema era già presente nel terzo quesito. La sua ripresa in questa domanda serve quindi a sottolinearne la centralità (“Il mercato immobiliare è la causa di tutto”, dice una rispondente). Viene denunciato un mercato immobiliare pesantemente viziato dall’industria turistica, che riduce la disponibilità di case in Città storica e spinge i costi oltre le possibilità dei residenti o aspiranti tali. E si sottolinea l’assenza di politiche pubbliche volte al riequilibrio del settore (limitazione delle affittanze turistiche, utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico per sostenere la residenza). 17 rispondenti si concentrano sui costi eccessivi degli affitti.

D) Il Costo della Vita
23 rispondenti identificano Venezia (tanto la Città Storica quanto l’intero Comune) come una città dai costi troppo alti. La critica investe sia il costo dei beni che quello dei servizi: l’aumento del costo della vita sarebbe una delle ragioni della minore attrattività esercitata sui più giovani.

E) Gli altri temi: l’economia sommersa, i vizi del mondo economico, la cultura amministrativa, i temi ambientali, la sicurezza
Vi sono varie categorie tematiche che raccolgono meno di 20 segnalazioni ciascuna. Tra queste si ritrova il nodo dell’economia sommersa, che a Venezia peserebbe particolarmente portando in ultima istanza ad un impoverimento della città. Diverse riflessioni segnalano poi alcuni vizi culturali diffusi nella società civile (avidità, corporativismo, tolleranza all’illegalità) che avrebbero l’effetto di deteriorare la vita della comunità e rallentarne lo sviluppo.
Vengono poi sollevati alcuni rilievi all’amministrazione comunale (che sarebbe poco rispettosa dell’identità di Venezia, troppo incline ad assecondare gli interessi di alcune élite economiche e invece poco propensa all’ascolto e al dialogo coi cittadini, in Città storica troppo allineata ai desiderata della popolazione più anziana).
14 rispondenti includono le politiche ambientali tra le leve utili a difendere ed accrescere il potenziale della città.
Solo 8 rispondenti citano la sicurezza come uno dei fattori critici della vita cittadina.
La lista si chiude con alcune riflessioni “fataliste” sull’inevitabilità del processo di invecchiamento e spopolamento e 2 invocazioni alla separazione amministrativa tra Città Storica e Terraferma come fattore di rilancio urbano.





