FONDAZIONE GIANNI PELLICANI

Il primo insight: La ‘grande fuga’ dei giovani da Venezia

Il crollo della popolazione giovanile negli ultimi quarant’anni 

I giovani, negli anni Ottanta, rappresentavano il 50% della popolazione veneziana: la forza lavoro più attiva, fruitori principali dei servizi offerti sul territorio e portatori di una vitalità che contribuiva a generare dinamismo economico. Oggi, a 40 anni di distanza, molto (se non tutto) è cambiato. Analizzando i dati ISTAT, la Fondazione Pellicani ha ricostruito l’evoluzione demografica che ha interessato la fascia di popolazione veneziana under 50, composta dai giovani fra i 15 e i 29 anni e dai giovani-adulti fra i 30 e i 49 anni. Una fascia diminuita tra il 1981 e il 2022 di oltre un terzo, con la perdita di addirittura 75 mila “rappresentanti”, risucchiati da un trend demografico che appare destinato a proseguire nei prossimi decenni.
Di fatto, dal 1981 al 2022, la popolazione di Venezia è passata da 339.408 a 253.174 abitanti. Ha quindi perso 86.234 abitanti.

Di questi, circa il 90% ha un’età compresa fra 15 e 49 anni.
Guardando ai trend della popolazione giovanile, il numero dei giovani fra i 15 e i 29 anni si è più che dimezzato (da circa 74 mila a 36 mila). Quello dei giovani adulti di età compresa fra 30 e 49 anni è sceso del 39%.

E poi c’è il rapporto fra giovanissimi e anziani, calcolato con l’indice di vecchiaia. Nel 1981 avevamo 83 ultra64enni ogni 100 ragazzi sotto i 15 anni . Nel 2022, il dato si è invertito di segno: ogni 100 giovanissimi gli anziani sono diventati 260.

Per concludere, un dato emblematico: i nati nel 2022 sono il 31% in meno di quelli del 1981.

Anche nei prossimi lustri, secondo le proiezioni demografiche dell’Istituto di statistica, il trend di invecchiamento della popolazione proseguirà inesorabile. Le prospettive sul Comune di Venezia sono impietose: nel 2031 i giovani fra i 15 e i 29 anni saranno circa 35 mila per arrivare a quota 30 mila nel 2041. In pratica, nel 1981 rappresentavano il 22% della popolazione, nel 2041 saranno di fatto il 13%.

Sempre secondo la proiezione Istat, meno pronunnciato sarà il trend di discesa della popolazione tra i 30 e i 49 anni, che rallenterà per arrivare nel 2041 a 55.946 rappresentanti: solo 827 in meno rispetto ad oggi. Ma ciò non basterà ad invertire la tendenza complessiva, che si conferma, per l’intera fascia 15-49, in sensibile discesa.

LA CITTÀ D’ACQUA

Degli 86.234 abitanti persi dal Comune di Venezia tra il 1981 e il 2022, 57.046 appartengono a Città storica e litorale.
I residenti di età compresa fra 15 e 29 anni sonodiminuiti in quarant’anni di oltre il 60%.
La fascia d’età 30-49 anni è diminuita del 55%.

Consulta i grafici e tutte le elaborazioni su Citttà storica e litorale cliccando il link sottostante:

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LA TERRAFERMA

Tra il 1981 e il 2022 la terraferma ha perduto complessivamente 29.728 abitanti.
La fascia fra 15 e 29 anni si è ridotta del 46%.
La fascia fra i 30 e i 49 anni si è ridotta del 30%.

Consulta i grafici e tutte le elaborazioni sulle municipalità della Terraferma cliccando il link sottostante:

>  GUARDA I DATI SULLA TERRAFERMA 

UNA FUGA DAL LAVORO DEQUALIFICATO?

Il rilevante calo demografico della popolazione più giovane potrebbe essere letto come una “fuga” della fascia più produttiva rispetto a una realtà economica che non offre molte opportunità. Analizzando i dati di Veneto Lavoro, si conferma a Venezia la preponderanza quasi assoluta del settore turistico, con la conseguente “esplosione” dei lavori non qualificati. Nel 2022 registriamo la domanda di 24mila camerieri di ristorante (+187% rispetto al 2008), 9.700 facchini e 5.420 commessi delle vendite al minuto. Le agenzie interinali guidano il primato delle assunzioni (23.825 nel 2022) seguiti dagli alberghi (20.900) e dalla ristorazione con somministrazione (13.300).

Analizzando invece i dati di uno dei settori di lavoro qualificato più vivaci in città, quello delle professioni intellettuali, si ritrova un’esemplificazione di una caratteristica connotante del mercato del lavoro veneziano: l’alto tasso di precarietà. Tra le professionalità più ricercate (che pure generano numeri di gran lunga inferiori a quelli presentati sopra) troviamo gli attori, con 2.390 assunzioni, seguiti da altre professioni nel mondo della formazione, della cultura e dello spettacolo come professori, educatori, strumentisti, cantanti. E basta un dato a raccontarci l’incidenza del lavoro precario: tutto il comparto delle professioni intellettuali vede un aumento delle assunzioni nei mesi di settembre e ottobre, con l’inizio dell’anno scolastico, e poi un calo drastico nei mesi successivi.

IL CONFRONTO CON MILANO

Confrontando i dati di Venezia con quelli di una città che rappresenta la meta di molti giovani e giovani adulti in età lavorativa come Milano, si possono notare delle differenze sostanziali.

Secondo i dati di Assolombarda, le occupazioni più richieste sono infatti quelle degli specialisti (principalmente in ambito IT e comunicazione), dei tecnici, dei dirigenti e manager, degli impiegati esecutivi e, solo a seguire, quelle degli addetti al commercio e del personale non qualificato.

E la ricaduta sulla demografia testimonia questa attrattività della città. A Milano infatti, se la fascia d’età 15-29 anni rappresenta il 14,7% della popolazione – dato leggermente più alto di Venezia, ma in linea con la Terraferma – la popolazione in età produttiva compresa tra i 30 e i 49 anni è invece sensibilmente più numerosa: il 28,4% della popolazione milanese è compresa in questa fascia d’età, contro il 22,4% di quella veneziana.

I PROSSIMI STEP

Già da queste prime elaborazioni, prende corpo l’istantanea di una città che si trova al cospetto di criticità strutturali particolarmente pronunciate: una città che affronta dinamiche di spopolamento, soprattutto in centro storico, e di decremento del numero dei residenti più giovani, in particolare degli under 30.
Nelle prossime settimane, con ulteriori analisi, continueremo ad ampliare e precisare questa fotografia, proseguendo nel racconto della condizione dei giovani a Venezia, approfondendo la lettura del mercato del lavoro locale e allargando la riflessione ai diversi processi di cambiamento in cui si trova coinvolta la base sociale cittadina.

Il lavoro si svilupperà in costante dialogo con le cittadine e i cittadini: aiutaci a costruire le prossime tappe del percorso rispondendo al sondaggio sulla ‘Fuga dei giovani da Venezia’.