FONDAZIONE GIANNI PELLICANI
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La mappa del reddito nel Comune di Venezia

Il terzo approfondimento di Ri-Pensare Venezia si concentra sulla mappatura del reddito dei veneziani. E restituisce la fotografia di una città più povera rispetto agli altri capoluoghi di provincia del Veneto e del Nordest.
Una città che concentra la ricchezza nelle aree più pregiate del Centro Storico, mentre registra i redditi più bassi a Marghera e in alcune isole.
Un territorio in cui il 41% dei contribuenti dichiara redditi lordi annui inferiori ai 15mila euro, e dove cresce la forbice di reddito tra aree ricche e aree povere.
Uno scenario complesso, che vede in difficoltà soprattutto la categoria dei dipendenti, il cui salario medio è diminuito dell’1,43% in 10 anni.

I dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze permettono di elaborare la mappa del reddito medio dichiarato nel 2021 in ogni singola area della città, in questo caso suddivisa per CAP.
Emerge un quadro caratterizzato dalla disparità tra aree: la ricchezza si concentra nelle zone più pregiate del Centro Storico, mentre le aree più ricche della Terraferma si collocano nei dintorni della media comunale e  le dichiarazioni più basse si registrano a Marghera e in alcune isole.
Uno scenario che il grafico seguente (che distingue in rosso le aree della Città d’Acqua e in blu quelle della Terraferma) permette di apprezzare analiticamente:

I redditi medi annui più alti si registrano dunque a Santa Croce, San Polo e San Marco. L’analisi delle fasce di reddito non fa che rafforzare questo primato: a Santa Croce, per esempio, il 16% dei contribuenti ha dichiarato nel 2021 redditi superiori ai 55 mila euro, dove la media comunale è del 6,3%.

Murano e Burano registrano le dichiarazioni Irpef più basse del Comune. In generale nella Città d’Acqua si registrano forti variazioni di reddito da zona a zona.
In terraferma la situazione appare più omogenea. Con circa 23mila euro, l’area di Mestre Centro “Corso del Popolo-Via Torino” registra il reddito medio più alto. Le dichiarazioni più basse riguardano Marghera e Malcontenta, con redditi medi che si attestano rispettivamente a 18.665 e 18.816 euro. Dentro questa forbice di poco più di 4mila euro si collocano tutte le differenze tra i redditi medi della Terraferma.

IL CONFRONTO CON LE ALTRE CITTÀ

Guardando all’intero territorio comunale, il reddito annuo medio si attesta dunque a 22.099 euro nel 2021. È il valore più basso tra i capoluoghi di provincia del Veneto. Nello stesso anno, a Padova e Treviso il reddito medio supera i 26 mila euro annui. Verona e Belluno registrano redditi medi di poco superiori ai 24mila euro. Vicenza si attesta a 23mila euro. E anche Rovigo supera Venezia, seppur di poco, con 22.357 euro lordi annui.

In realtà, Venezia si ritrova in coda anche guardando alle altre città del Nord-Est. In Friuli Venezia Giulia, Udine presenta un reddito medio di 24.725 euro, Pordenone si attesta a 24.196 euro, Trieste a 23.279 euro.

Volendo poi estendere il confronto ad altre città italiane, si vede che nel 2021 Bologna e Roma presentano un reddito medio annuo che supera i 26mila euro (rispettivamente 26.324 e 26.819 euro), Firenze si attesta a 24.732 euro, mentre Milano presenta addirittura un reddito medio di 33.549 euro.

2011-2021: L’EVOLUZIONE DEL REDDITO A VENEZIA

Di media, l’imponibile Irpef dichiarato dal contribuente veneziano (dipendente, autonomo o pensionato) era nel 2011 di 20.578 euro, e come detto è salito a 22.099 euro nel 2021. Un aumento pari a +7,4% in due lustri.
Ma questo dato complessivo nasconde vicende che, per le singole tipologie di contribuenti, risultano molto diverse.
I pensionati, grazie al fondamentale meccanismo della rivalutazione (l’adeguamento degli assegni previdenziali al costo della vita) hanno visto crescere del 20,5% le proprie entrate.
Al contrario invece, la categoria dei dipendenti ha addirittura sperimentato un calo dello stipendio lordo medio: dai 2.1471 € del 2011 si arriva ai 2.1163 € del 2021: una diminuzione dell’1,4%.
Il grafico seguente illustra l’evoluzione del reddito di pensionati e dipendenti a confronto con il reddito medio complessivo.

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È andata meglio per gli autonomi, il cui numero assoluto però si è quasi dimezzato in dieci anni. e rappresentava nel 2021 solo l’1,5% dell’intera popolazione dei contribuenti. Il loro reddito medio è invece aumentato: nel 2011 si attestava a circa 48.000 €, ed è arrivato a sfiorare i 67.800 € nel 2021. Un aumento del 40,8% in dieci anni.

4 CONTRIBUENTI SU 10 DICHIARANO MENO DI 15.000 EURO

Le difficoltà che vivono molte famiglie veneziane si comprendono suddividendo la popolazione dei contribuenti per fasce di reddito. A. Venezia, nel 2021, il 41% dei contribuenti ha dichiarato un reddito lordo inferiore a 15mila euro all’anno. La seconda fascia più rappresentata è quella dei redditi compresi tra 15mila e 26mila euro, corrispondente al 32% dei contribuenti. Solo il 6% ha dichiarato un reddito superiore a 50mila euro.

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Salta all’occhio la forte prevalenza della prima fascia, che comprende più di 72mila contribuenti. In altri termini, nel 2021 più di 4 contribuenti veneziani su 10 hanno dichiarato meno di 15.000 € lordi annui, che corrispondono a circa 800 euro netti al mese.
Il significato di questo dato si precisa riprendendo il confronto con le alte città: negli altri capoluoghi di provincia del Veneto e del Nordest, la fascia di coloro che dichiarano meno di 15mila euro annui è sensibilmente inferiore, compresa tra il 30% di Belluno e il 37% di Padova e Verona.

L’EVOLUZIONE DEL REDDITO NELLE SINGOLE AREE

Di grande interesse è anche il dato sull’evoluzione storica dei redditi nei diversi quartieri. Nel suo complesso, rafforza l’idea di una polarizzazione crescente sul territorio comunale. Le aree del Comune dove il reddito medio è cresciuto maggiormente nel decennio 2011-2021 sono Dorsoduro (+37,4 %), San Polo (+14,11%) e Santa Croce (+14,1%).
Quanto alla Terraferma, l’area che è cresciuta di più è Chirignago-Zelarino (+ 9%) mentre l’area con i redditi medi più bassi, Marghera, si ferma ad una crescita del +5,35%.
È invece Sant’Elena a mostrare la peggiore evoluzione storica: questa resta anzi l’unica area del territorio comunale a presentare un valore negativo. Il suo reddito medio si è ridotto in dieci anni dello 0,64%, ed è un dato che origina interamente dai salari dei dipendenti, i quali in dieci anni si sono ridotti addirittura del 15%.

UNA PRIORITÀ PER VENEZIA: LE POLITICHE DI COESIONE

Indicazioni preziose emergono da questa fotografia della Città, connotata dalle differenze di reddito fra le varie aree del Comune e da una situazione critica per il lavoro salariato.
A Venezia, i contribuenti Irpef sono costituiti per oltre il 95% da pensionati e lavoratori dipendenti. I pensionati, grazie alla rivalutazione, sono stati fin qui protetti dall’inflazione. I dipendenti invece, lungi dal difendere efficacemente il loro potere d’acquisto, hanno stipendi che sulla media complessiva registrano addirittura una contrazione.
L’impoverimento del lavoro non è ovviamente un tema solo veneziano, ma ciò che emerge come dato locale è una tendenza alla crescente polarizzazione territoriale della città. Per fare solo un esempio, la forbice che divide il reddito medio di due quartieri molto popolosi come San Polo e Marghera è di oltre 11mila euro, e si tratta di un delta destinato a crescere, considerato che in dieci anni il reddito medio di San Polo ha conosciuto una crescita del 14% e quello di Marghera del 5%.
In questo contesto, l’attivazione di politiche di coesione diventa una priorità per il futuro della città. Venezia dovrà dotarsi di politiche che sappiano agire sulla base economica della città, riservando una particolare attenzione alle necessità specifiche delle diverse aree cittadine e rilanciando quei servizi pubblici che più sono in grado di sostenere le fasce più deboli della città.

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